Una famiglia borghese meridionale
I Porro di Andria

IL NUOVO LIBRO DI RICCARDO RICCARDI: UN PREZIOSO FRAMMENTO DELLA STORIA DELLA BORGHESIA AGRARIA MERIDIONALE


Esce in libreria per i tipi di Rubbettino, Una famiglia borghese meridionale. I Porro di Andria

Una famiglia borghese meridionale. I Porro di Andria, Rubbettino, 2013"5 marzo 1946. Ad Andria una manifestazione di disoccupati si trasforma in un’insurrezione popolare con scontri armati tra manifestanti e polizia. L’evento culmina il 7 marzo con l’eccidio delle sorelle Porro, responsabili unicamente di appartenere a una famiglia della borghesia terriera locale. Già dal 6 marzo alcuni individui si presentarono al loro palazzo in piazza Municipio per rovistare i loro appartamenti e quello del loro inquilino Francesco Ciriello, direttore della Banca d’Andria, in cerca di armi e persone. Era il segnale che qualcuno aveva sparso dicerie nei loro riguardi. La sera del 7 marzo, dopo le 20 si sentì un colpo d’arma da fuoco. Da quel momento al grido “hanno sparato dal palazzo delle sorelle Porro”, iniziò il macabro eccidio. Francesco Ciriello, inquilino delle Porro, Stefania e Vincenzina Porro, nonostante le violenze scamparono la morte, invece, per Luisa e Carolina non ci fu nulla da fare. Furono afferrate in via San Mauro e spinte attraverso l’androne del loro palazzo prima in piazza Municipio e poi trascinate per i capelli in via Bovio. Carolina fu uccisa da un esagitato con un colpo di baionetta allo stomaco e pestata a sangue ripetutamente sul viso dai tacchi delle scarpe di una donna e Luisa, invece, dopo aver “benedetto” il suo carnefice mentre con la sua mano esile si liberava gli occhi dai capelli imbrattati di sangue, fu mandata a sbattere, con un violento spintone, tra ingiurie indicibili, contro lo spigolo della porta attigua all’armeria Giannotti. I corpi delle due sorelle Porro giacquero nel fango per tutta la notte, osservati a vista dai cinici agitatori, impedendo qualsiasi soccorso. Al mattino dell’8 marzo – giornata che oggi è dedicata alla festa delle donne – girava voce che i due dilaniati cadaveri sarebbero stati trascinati per le vie della città. Intervenne, finalmente, la forza pubblica su sollecitazione del vescovo Di Donna e i cadaveri, finalmente, vennero prelevati e trasportati al cimitero, tra un fragoroso e inaspettato applauso liberatorio.

L’eccidio delle sorelle Porro è certamente una delle pagine più drammatiche di quel crepuscolo della borghesia agraria che comincia nel secondo secondo dopoguerra. Tuttavia sono ancora pochi gli studi sulle famiglie borghesi che hanno costruito l’economia meridionale abbattendo le vecchie nobiltà feudali e costruendo il sostrato dei primi ceti imprenditoriali" - Ufficio Stampa Rubbettino Editore (31 maggio 2013)

«Nel marzo del 1946 una folla inferocita e incontrollabile massacrò le sorelle Porro, ad Andria. Un eccidio in piena regola, con corpi vituperati e trascinati per le strade ormai senza vita, quasi a monito. Colpevoli di avere alle spalle una storia secolare di ricchezza, costruita sulle proprietà agrarie. Comincia così Una famiglia borghese meridionale. I Porro di Andria, il corposo volume di Riccardo Riccardi edito da Rubbettino: analisi storica dell'evoluzione del Sud attraverso il punto privilegiato di un nucleo familiare considerato nobile, di quella nobiltà di estrazione rurale che era riuscita a sfruttare il primo progresso tecnologico che aveva reso l'agricoltura "commercializzata". Per Riccardi un nuovo tassello nello studio della storia economica e sociale del Mezzogiorno e dei suoi gruppi dirigenti». (Anna Puricella, in la Repubblica, Ed. Bari, 19.06.2013, p. 17

Libro - quarta di copertina(Dalla "quarta" di copertina): "Se molto si è parlato e discusso dell’efferato eccidio delle sorelle Porro, compiuto in quel fatidico marzo del 1946 ad Andria – popolosa città contadina della Puglia latifondista – per mano di una folla straziata dalla fame, ma anche da indirizzi politici rivoluzionari in voga nel secondo dopoguerra, al contrario ancor poco si è indagato sulla formazione sociale ed economica della borghesia agraria pugliese e dell’intero Mezzogiorno. Oggi, questo lavoro, calato nella realtà storica, economica e sociale andriese, mette a fuoco quasi tre secoli della dinastia Porro. Come la maggior parte delle famiglie della borghesia pugliese e meridionale, i Porro non hanno radici nell’antica nobiltà di sangue, ma pur d’estrazione rurale, costruiscono – all’ombra della grande proprietà del patriziato cittadino e del clero ricettizio – una spettacolare vicenda di mobilità della ricchezza. La storia dei Porro evidenzia come un innato dinamismo e un grande fiuto per gli affari siano stati la forza necessaria ad abbattere le vecchie eredità feudali e cetuali settecentesche, per affrontare i temi della trasformazione del mercato fondiario e dell’agricoltura "commercializzata", della mobilità sociale, della modernizzazione degli apparati statali ottocenteschi. Le loro passioni e i loro conflitti offrono un esempio vivo e concreto della famiglia e della vita privata di matrice borghese, attraverso la descrizione di caratteri individuali chiari e precisi. Una saga familiare, pertanto, che si presenta al lettore con l’interesse di una piacevole narrazione e che grazie ad una ricca documentazione rintracciata in articolate ricerche svolte in archivi pubblici, religiosi e privati, traccia una storia in parte inedita della borghesia agraria, che è stata, senza ombra di dubbio, un pilastro dell’economia e della cultura non solo del Mezzogiorno ma dell’intero Paese." - Riccardo Riccardi, giornalista e storico.


PRESENTAZIONI DEL VOLUME:
   
Inaugurazione a Bari - Libreria Feltrinelli - Venerdì 18 ottobre 2013 Presentazione ad Andria - Biblioteca Comunale "G. Ceci" - Sabato 12 ottobre 2013
  ( Visualizza la locandina della presentazione in Andria )
   

 

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